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Avrebbe costretto la compagna a prostituirsi, ricorrendo a minacce e violenze, per un periodo di circa quattro anni. Un uomo di 34 anni, di origine straniera, è stato rinviato a giudizio dal Tribunale di Ancona con l’accusa di induzione e sfruttamento della prostituzione. Il processo si aprirà il prossimo 20 maggio.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’uomo avrebbe organizzato gli incontri sessuali a pagamento pubblicando annunci su un sito web specializzato, gestendo direttamente i contatti con i clienti. I rapporti si sarebbero consumati nell’abitazione in provincia di Ancona dove la coppia conviveva.

La vittima, una donna di 30 anni, connazionale dell’imputato, avrebbe subito per anni minacce e aggressioni fisiche. In più occasioni, secondo l’accusa, sarebbe stata colpita con calci e pugni ogni volta che tentava di opporsi o di sottrarsi agli incontri. «Se non lo fai ti caccio di casa», le avrebbe ripetuto l’uomo per costringerla a sottostare alle sue richieste.

Lo sfruttamento sarebbe iniziato nel 2021 e sarebbe proseguito fino al luglio 2025, quando la donna ha trovato il coraggio di rivolgersi ai carabinieri. In caserma si è presentata con un video, registrato dalle telecamere che il compagno aveva installato all’interno dell’abitazione per controllarne i movimenti.

Dopo la denuncia è scattata l’attività investigativa che ha portato la Procura a chiudere le indagini e a chiedere il rinvio a giudizio. Nell’udienza preliminare, davanti alla giudice per l’udienza preliminare Francesca De Palma, è stato disposto il processo nei confronti del 34enne.

L’uomo, difeso dall’avvocato Emanuele Senesi, ha sempre respinto le accuse. Sarà ora il dibattimento a fare piena luce sulla vicenda.

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