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PESARO - Arthur Cerria è stato condannato a 14 anni e 2 mesi di reclusione per l’omicidio di Dritan Idrizi, avvenuto il 7 agosto 2024 davanti al casolare di Tavullia. Il giudice, al termine di una camera di consiglio durata quasi cinque ore, ha letto la sentenza nel corso dell’udienza che si è celebrata con il rito abbreviato. A carico di Cerria, che in mattinata era presente in aula,. ma nel pomeriggio non è tornato in tribunale, dopo essere stato riportato in carcere, anche un risarcimento di 50 mila euro per le parti civili. "Una sentenza che non ci aspettavamo - commenta l’avvocato Matteo Mattioli, legale di Cerria all’uscita - Era tra le ipotesi, ma quella meno probabile. Noi la accogliamo, ma non la condividiamo. Valuteremo le motivazioni all’esito dei 90 giorni che si è riservato il giudice, poi valuteremo la strada dell’appello". Mattioli, che ha difeso l’imputato insieme al collega Marco Defendini, aveva chiesto che venisse riconosciuta la legittima difesa. "Evidentemente non è stata riconosciuta. Noi abbiamo sempre sostenuto, e siamo tutt’ora convinti, che la strada era quella. Tre persone armate arrivano sotto casa con spranghe, bastoni e martelli e aggrediscono altre persone, uno reagisce per difendersi. Dovremo capire le motivazioni che hanno escluso la legittima difesa". Assolto il nipote di Cerria, che era stato accusato del reato di favoreggiamento.

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